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Il convegno sui celti in realta' e stato un comizio della Lega Nord
Il giorno 12 Ottobre 2012 si è tenuto in biblioteca un convegno sui celti a cui ha partecipato anche il sindaco. Il convegno dopo poco si è trasformato in un comizio della Lega. Di seguito riportiamo una mail che un cittadino sdegnato ho inviato al Sindaco dopo il convegno. "Naturalmente" non ha ricevuto risposta. Dopo aver provato ad inoltrarla al vice-sindaco e non avendo ottenuto nessuna risposta neanche da lui ha deciso di girarla a noi.

Gentilissimo On. Sindaco
le scrivo anche se probabilmente non avrà modo di leggere questa mail a causa dei suoi molteplici impegni.

Venerdì scorso ho partecipato alla presentazione della Dott.ssa Zucca riguardante i Celti con l'intenzione di conoscere un po' di cose su questa popolazione, che, come ha detto la stessa dottoressa, è un po' dimenticata nei libri di scuola. Però mi sono ben presto reso conto che, sebbene essa possa essere preparatissima sui Celti, ha commesso un po' di errori riguardanti gli altri popoli ed i fatti che li riguardano. Di seguito gliene riporto alcuni:

  • la dottoressa ha detto che Attila era cinese, ma come (quasi) tutti sanno, Attila era un Unno e gli unni erano Mongoli non Cinesi (popolazioni molto diverse tra di loro);
  • la dottoressa ha detto che Annibale è sbarcato a Marsiglia per cominciare il suo viaggio di conquista dell'impero romano e ha detto che è arrivato a Roma. Per quanto riguarda il primo punto, Annibale è partito dalla Spagna, che era sotto il dominio di Cartagine, e non è mai passato per Marsiglia. Questa città rientra nella storia del viaggio di Annibale solamente perché vi sbarcarono le truppo romane (comandate da Publio Cornelio e Gneo Scipione, rispettivamente zio e padre di Scipione Africano che qualche anno dopo sconfisse Annibale) per cercare di contrastrare l'avanzata di Annibale. Per quanto riguarda il secondo punto, Annibale non arrivò mai a Roma;
  • la dottoressa ha detto che Alessandro Magno era gay; questo non è esattamente vero, in quanto, come molte persone dell'epoca, Alessandro Magno frequentava sia uomini che donne. Questa pratica era particolarmente diffusa in Grecia, anche tra gli spartani, popolo guerriero per antonomasia.

Oltre a questo ha commesso un bel po' di errori soprattutto relativamente ai romani, tanto da farmi credere che più che una presentazione di divulgazione sia stato un comizio politico della Lega...

  • ha detto che a Roma i giochi circensi erano fatti per comprare l'appoggio per diventare imperatore; ma a Roma i giochi venivano organizzati dagli imperatori stessi, quindi servivano per mantenere l'appoggio del popolo, non per farsi eleggere;
  • ha detto che la successione tra imperatori avveniva di padre in figlio e quindi il comando non andava al migliore; questo è vero solo in parte, perché moltissime volte gli imperatori adottavano come loro figli e successori persone che si erano distinte in ambito militare (anche non romane o italiche). Addirittura queste passavano avanti nella linea di successione agli stessi figli di sangue degli imperatori. Per farle solo un esempio consideri che due dei sette re di Roma non erano romani ma etruschi (Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo);
  • ha detto che Roma aveva oltre un milione di persone e che di queste non lavorava nessuna, se non gli schiavi; mi scusi, ma mi risulta un po' difficile credere che un milione di persone viva senza lavorare; posso capire che questo valesse per la classe nobile che si dedicava esclusivamente all'attività politica, ma anche questo è un lavoro, altrimenti anche Lei sarebbe un nullafacente.
  • Inoltre ha detto che i romani, a parte i pochi ricchi, condivano il cibo con pesce andato a male; francamente non so quanto questa cosa sia vera, ma dubito fortemente che ci possa essere circa un milione di persone talmente povere da mangiare pesce marcio che però possiedono degli schiavi che fanno tutto il lavoro al loro posto...
  • è vero che per un certo periodo i romani si sono avvalsi degli schiavi come architetti, come ha detto la dottoressa, ma questo avvenne dopo la conquista della Grecia. I romani, non mandavano a scuola gli schiavi, ma semplicemente fecero schiavi molti architetti greci (i migliori dell'epoca) e li portarono a Roma per abbelire la città;
  • per quanto riguarda le invenzioni fatte dai celti (pantaloni e botti per il vino), non vi è proprio confronto con le "stupidaggini" inventate dai romani (calcestruzzo, arco, armi da assedio, l'alfabeto che usiamo ancora oggi, un diritto che viene studiato in tutte le facoltà di giurisprudenza in tutto l'occidente...).

Infine vorrei fare una constatazione su quanto da Lei detto, signor Sindaco, relativamente ai romani di oggi e cioè che sono più lenti dei lombardi a fare le cose. Bene, io sono romano e mi sono trasferito a Milano da cinque anni per lavoro. Lavoro in una grande società leader nel suo settore in Italia. Nel mio ufficio siamo 6 ingegneri, di cui quattro del nord (2 milanesi), uno del centro ed un romano (io).

Tre anni fa sono stati fatti dei gruppi di lavoro ed il capo di ogni gruppo ha dovuto fare un nome della persona che voleva del mio settore. Indovini un po' chi hanno scelto? Hanno scelto tutti e quattro il romano... Per non parlare poi di uno dei miei due colleghi milanesi che passa tutta la giornata su internet e si lamenta se gli danno da seguire due commesse, quando io ne seguo normalmente sei o sette...

E' vero che il nord è il motore economico dell'Italia, ma questo motore è alimentato dal lavoro dei tantissimi abitanti del sud che sono venuti qui a lavorare per l'impossibilità di trovare un impiego nella loro terra. Voi siete per il federalismo fiscale, ma cosa accadrebbe se questo venisse applicato in modo che ognuno pagasse le tasse alla sua regione di origine? Francamente non so quanti soldi rimarrebbero al nord... Basta fare un giro in metropolitana per sentire quante persone del sud vivono e lavorano qui avendo lasciato la propria terra pur di lavorare.

Cordiali saluti.

R.


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Marcello Novelli
6 Novembre 2012