Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
A proposito (di Giampiero Zanchetta)
Il Crocefisso e i riti celtici leghisti
Tempo fa abbiamo chiesto a Zanchetta un parere sulla mozione riguardante il Crocefisso presentata da D'Amico e dai suoi con l'intento di dividere noi del Progetto che siamo sia laici sia cattolici. Mesi dopo ci ha risposto con questo suo scritto e, nella sua prosa pungente, ci ha detto di non preoccuparci troppo di chi parla ma non crede. Lo vogliamo ricordare cosi'.

Ricordate quell'energumeno leghioso, il quale, qualche tempo fa, per la via di Genova, si esibi' in una invasata difesa del Crocefisso, bestemmiando Domineddio, come un turco? Questo settario becerume pretende di proteggere il Padre Eterno, usandolo come una clava? Un caso isolato? No!

Esso rappresenta senza dubbio alcuno il paradigma della fede legaiola.

Non si tratta del torpiloquio occasionale di uno zotico scaricatore di porto, come hanno pateticamente minimizzato gli esoterici seguaci del "pievano di Gemonio". Si tratta, invece, di una pedestre applicazione della dottrina filistea, alla quale, costoro, si abbeverano con bieco egocentrismo.

Se cosi' non fosse, come sarebbe possibile accettare che, questi coriacei celtoidi, possano davvero prestare: "OBBEDIENZA, CIECA, PRONTA ED ASSOLUTA", alla sacralita' del battesimo impartito con l'acqua del Po. Purtroppo (per loro), non percepiscono la corbelleria della farsesca sceneggiata e con credulita' adamantina, suggono, inebriandosi, le storditaggini del "capotamburo".

Vanno blaterando di "valori della famiglia", e poi celebrano inverecondi accoppiamenti "celtici", dinnanzi a patetici istrioni di verde paludati.

Rivendicano preclari capacita' di amministratori del pubblico interesse, salvo, messi alla prova, nel breve volger di poche fiate, portare al fallimento la mitica "Banca Padana del Veneto", (o come si chiamava), azzerando cosi', senza rimedio i sudati risparmi dei malaccorti sottoscrittori. A proposito a quando il rimborso?

Non e' escluso che tra le vittime dell'imbroglio si possa annoverare anche qualche aborrito extracomunitario.

Ma tant'e': "pecunia non olet".

Consono al vento che spira e' l'assordante silenzio dei "media" di ogni risma e cultura, i quali, sull'argomento, in perversa e oculata collusione con multiformi e sempre meno limpidi interessi; tacciono, tacciono, tacciono.

Fanatismo, fallacia o semplice abiezione culturale? Chissa'!?

Agli insegniamenti di Dionigi Tettamanzi, Cardinale di Santa Romana Chiesa, Arcivescovo della piu' vasta diocesi del mondo, reo di applicare il Vangelo, questi vessilliferi di un cristianesimo a misura personale, riservano odiosi, farneticanti e blasfemi apprezzamenti.

Il tutto avvolto dall'eretica ed irresponsabile assenza di quei santoni di sacrestia, pervicaci predicatori: "dell'ognuno per se e Dio per tutti".

Fortunatamente, al di la' delle tante bocche straparlanti e poche teste che ragionano, in virtu' della Illuminata saggezza del nostro Pastore, queste meschine ideologie edonistiche, non passeranno, ne oggi ne mai.

"V'hel didi mi!!!".

Giampiero Zanchetta, 15 Marzo 2010


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Marcello Novelli
5 Febbraio 2012
Il Consiglio in cui si e' discussa la mozione
Un articolo di Luca Brandi