Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
4 Novembre 2011
Quando l'ideologia prevale sulla verita' storica
L'Amministrazione leghista di Cassina continua a piegare ogni ricorrenza ai propri interessi politici. Anche quest'anno il manifesto della giornata porta un intitolazione antistorica. Inoltre ci chiediamo per quale motivo si insiste a voler dividere anziche' continuare a percorrere la strada comune a tutti i cittadini d'Europa.

Oggi e' il 4 Novembre, 93 anni fa veniva firmato l'armistizio con l'Austria che poneva fine alla Prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra. Centinaia di migliaia di italiani erano morti combattendo dall'Adamello al Carso, sul Piave e sugli altipiani che separano la painura veneta con il Trentino Alto Adige.

Fu una guerra pazzesca, la prima guerra veramente idustriale, dove non solo si sfidavano sul campo i diversi eserciti, ma anche la capacita' delle moderne nazioni di approvigionare i combattenti con ogni tipo di rifornimento.

Una guerra combattuta per conquistare all'Austria gli ultimi territori di lingua italiana: Trento e Trieste.

Di tutto questo oggi resta poco. Il 4 Novebre e' oggi la Festa dell'Unita' d'Italia e la Giornata delle Forze Armate. A Cassina de' Pecchi, seguendo il piano della Giunta D'Amico di far rientrare ogni evento nella mitologia leghista, il manifesto reca, per il 3 anno consecutivo, la scritta antistorica: "In onore dei Caduti a difesa del nostro Suolo e della nostra Identita'".

Inutile ricordare a questi amministratori iperideologizzati che l'intitolazione delle feste nazionali non le decidono i sindaci in base alle loro credenze politiche e che non e' giusto scrivere il falso. L'Italia non difese nessun suolo in quanto fummo noi ad attacare l'Impero Austriaco, inoltre i nostri soldati difendevano forse una patria, ma non certo un'identita'.

E poi, a piu' di 90 anni dalla Prima Guerra Mondiale e a quasi 70 dalla Seconda Guerra Mondiale, due eventi drammatici, due enormi mattanze che fecero nascere nei cuori e nelle menti dei popoli europei la convinzione che non si puo' piu' essere divisi e che la guerra non e' la strada per risolvere i conflitti tra le nazioni. Adesso che Austria e Germania, i nemici di allora, sono nostri partner economici e politici e' possibile che ci sia qualcuno ancora convinto che bisogna rendere onore a quei martiri perche' hanno strappato qualche provincia al nemico?

Siamo convinti che questa festa oggi debba avere un'altro significato. Questa festa, che e' una festa degli italiani, deve ricordarci che bene prezioso e' il nostro stare assieme come cittadini che condividono una stessa stotia e un medesimo destino, questo e' vero sia come italiani che come europei.

Marcello Novelli, 4 Novembre 2011


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Marcello Novelli
4 Novembre 2011