Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Autocultura a senso unico
Analisi della proposta culturale dell'Amministrazione D'Amico
A Cassina de’ Pecchi la cultura ha un solo senso: quello che sta bene all’Amministrazione. Concerti, film, conferenze e dibattiti devono essere graditi all’attuale maggioranza, altrimenti non vengono considerati. Completamente assente il confronto, che è l’anima della democrazia.

In assenza di un Piano degli Interventi Comunali1 proposto in un’assemblea pubblica e di un Programma della Biblioteca condiviso e verificato nella Commissione di Biblioteca, il cittadino potrebbe chiedersi da dove viene e dove va la cultura a Cassina de’ Pecchi.

La risposta arriva per posta con il "pieghevole" La CULTURA BUSSA alla PORTA2 che, sotto forma di vetrina/organizer, presenta gli EVENTI GENNAIO-GIUGNO 2011: uno strumento che con solerte sollecitudine lo accompagna lungo le iniziative preparate per lui da chi vede e provvede ai vertici amministrativi del Comune.

Secondo il classico criterio della varietas, vi si alternano, concerti, film, conferenze, aperitivi, colazioni, storie in valigia per i più piccini... tutte ammirevoli iniziative.

Particolare "sgamabile" da qualunque cittadino attento, la varietas, in questo Calendario Eventi, è presente solo nella tipologia dei medesimi, ma non nella sostanza culturale, forse per eccessivo timore del relativismo, da alcuni agitato oggi come spauracchio nemico di ogni verità.

Ad esempio in occasione della recente celebrazione europea e nazionale della Giornata delle Memoria, si sono viste a Cassina diverse iniziative volte a ricordare a che cosa hanno condotto, e possono ancora condurre, il processo di deumanizzazione del diverso-visto-come-nemico e la burocrazia della morte. Alcune (come la rappresentazione organizzata dal Circolo La Speranza con l’Associazione Variazioni sul tema) hanno goduto del patrocinio del Comune, che ha concesso l’uso del Teatro. Nel Calendario degli Eventi tuttavia compare unicamente il Concerto del Trio Tolomelli, Del Mastro e Serrapiglio.

Delle due l’una: o tutto ciò che non proviene direttamente e integralmente dai vertici amministrativi del Comune non è considerato cultura, compreso quanto è patrocinato dallo stesso, come La piramide rovesciata; oppure chi amministra, in quanto maggioranza, ritiene di essere amministratore solo dei suoi elettori.

Può farlo sospettare la presentazione su tematiche "calde", come quelle attinenti la bioetica, di conferenze di un unico stampo, anziché di occasioni di informazione pluralistica e di confronto. Del resto è totalmente assente, nel pieghevole sulla cultura, il confronto tra posizione diverse e orientamenti "altri" o contrapposti. Totalmente assente anche la Biblioteca e il suo Programma che non è riducibile agli "eventi”". Accuratamente assenti anche iniziative e progetti promossi dal Sistema Bibliotecario Nord Est Milano.

Il confronto pluralistico sembra non far più parte della cultura predominante. Vi è stato sostituito un "singolarismo" di maggioranza, portatore della insindacabile verità populistica e di un’idea ben confezionata di cultura-di-parrocchia, nella quale l’unica forma di partecipazione prevista è quella dello spettatore, fruitore passivo, un po’ meno cittadino, ma un po’ più comodamente consumatore.

Franca Marchesi, 31 Gennaio 2011


1Il Piano degli Interventi Comunali (PIC), una volta denominato Piano per il Diritto allo Studio e' il piano attraverso cui il Comune finanzia attivita' specifiche o generiche organizzate dall'Istituto Comprensivo Scolastico.


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Franca Marchesi
31 Gennaio 2011
Il volantino dell'Assessorato alla Cultura