Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Cos'e' il Patto di Stabilita'?
Il paradosso del debito pubblico nazionale
Il tema del Patto di Stabilita' e' al centro della discussione tra governo centrale e enti locali da diversi anni. Questo e' dovuto al fatto che i sindaci pur avendo a disposizione delle risorse non possono spenderle per non aumentare il debito pubblico. Ecco il paradosso: il debito pubblico dello Stato e' piu' alto di quello di tutte le pubbliche amministrazioni.

Spesso ci sentiamo dire che il nostro comune non puo' fare investimenti o implementare nuovi servizi a causa del Patto di Stabilita'. Sui giornali e in televisione ogni tanto passa, anche se non in primo piano, la notizia che i sindaci hanno chiesto al governo di allentare o togliere il Patto di Stabilita', anche se quasi mai viene spiegato di cosa si tratta, perche' viene imposto e come funziona.

Ovviamente non e' un concetto semplice e, come spesso accade per la finanza pubblica, viene ulteriormente complicato da commentatori che aggiungono al crudo tecnicismo la loro opinione politica.

Il Patto di Stabilita', in estrema sintesi, e' un patto tra il governo e gli enti locali in cui quest'ultimi risparmiano dei soldi per contenere il deficit e il debito pubblico nazionale.

L'immagine di Figura 1 riesca a spiegare molto bene il concetto, in essa e' evidente come nel 2010 il fabbisogno di tutte le pubbliche amministrazioni (linea nera) fosse maggiore del fabbisogno delle sole pubbliche amministrazioni centrali (linea rossa), questo significa che gli enti locali spendevano piu' soldi di quanti ne incassavano producendo essi stessi debito pubblico.

Con il Patto di Stabilita', imposto dall'UE e gestito internamente in modo diverso dai diversi governi, e' stato chiesto agli enti locali di spendere di meno e, nelle ultime revisioni del patto, di avanzare dei soldi. In Figura 1 si vede chiaramente come il fabbisogno delle pubbliche amministrazioni centrali (linea rossa) sia piu' alto del fabbisogno di tutte le pubbliche amministrazioni (linea nera), questo significa che gli enti locali stanno risparmiando per finanziare il deficit dello stato.


- Valori cumulati su 12 mesi del fabbisogno delle amministrazioni pubbliche ad Ottobre 2014 tratto dal n. 68 del supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia. -

Se risparmiare dei soldi e' una buona cosa per una famiglia o per una azienda, la stessa cosa non vale per un ente pubblico perche' questo significa chiedere dei soldi ai cittadini attraverso le imposte e non poterli spendere per erogare servizi o per migliorare le strutture pubbliche.

Il funzionamento e' piu' semplice di quello che sembra. Ogni anno, in base alle spese degli anni precedenti, il Ministero dell'Economia e della Finanza fissa un saldo obiettivo, ad esempio per il 2014 il Ministero ha deciso che il Comune di Cassina de' Pecchi doveva risparmiare, e quindi avanzare, 1.090.000 Euro. Da questa cifra vanno tolti i rimborsi dei mutui, ovvero i soldi che gia' stiamo risparmiando andando a ridurre il debito comunale, 432.795 Euro nel nostro caso. I restanti 657 mila Euro devono essere avanzati o facendo in modo che le entrate correnti siano piu' alte delle spese correnti o facendo in modo che i soldi incassati in conto capitale siano piu' alti dei soldi pagati per gli investimenti o gli acquisti di beni durevoli.

E' per questo che la richiesta dei comuni al governo si traduce spesso nello slogan "lasciateci spendere i soldi che abbiamo". E' frustante per chi vede il proprio territorio deteriorarsi, sia dal punto di vista materiale sia dal punto di vista sociale, avere i soldi in banca e non poterli spendere per migliorare il benessere dei cittadini.

Marcello Novelli, 15 Dicembre 2014


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Marcello Novelli
16 Dicembre 2014