Progetto Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
La memoria fuori dagli scaffali
Contro il revisionismo e la cultura semplificata della Lega
9 Gennaio 2010 - Il 29 dicambre 2009 l'Assessore alla cultura ha convocato una rappresentanza dell'ANPI, comunicando l'intenzione/decisione di "ampliare" lo scaffale della Memoria - di recente istituzione all'interno della biblioteca civica, intitolata dalla precedente amministrazione a Roberto Camerani, trasformandolo in uno scaffale dedicato alle vittime di tutti i totalitarismi del '900. Nessuno nega che le vittime dei gulag sovietici debbano essere ricordate come quelle dei lager nazisti, ma annacquare la memoria dell'Olocausto, simbolo degli orrori dei regimi dittatoriali, rischia di ridurre l'enormita' di quella tragedia.

Le “correzioni” politiche della cultura e della storia ad opera delle nostrane amministrazioni padane continuano ….

Dopo una ricorrenza del 4 novembre svuotata dei suoi contenuti ed allargata ai “caduti per la difesa del suolo”, dopo gli auguri natalizi per “riappropriarsi del Natale” e dei Presepi, abbiamo lo scaffale della memoria della Shoah “ampliato” a tutte le Memorie delle vittime di tutti i totalitarismi.

A colpi di difese, riappropriazioni ed espropri, in linea con l’istruzione gelminiana, si governano vecchie e nuove paure, si prendono decisioni con procedure abbreviate, si afferma una cultura “semplificata” con la C maiuscola ad uso e consumo della maggioranza, contando sulla distrazione generale che considera magari inopportuni, ma comunque inoffensivi, certi comportamenti, in attesa che anche la Costituzione Repubblicana sulla quale si fonda l’Unità Nazionale ritenuta tra le più moderne ed avanzate, faccia la stessa fine.

Perché nessuno è insorto a difesa del sacramento del matrimonio di fronte ai riti celtici di tanti baldi leghisti che (piccolo dettaglio) ricoprivano cariche istituzionali importanti? Perché nessuno si scandalizza di fronte ad un dipinto che ritrae Gesù Bambino con lo sfondo del Sole sulle Alpi (noto simbolo di parte…)?

Perché nessuno ha protestato con adeguata durezza di fronte ad iniziative come quella nota con l’ineffabile nome di “White Christmas”?… e di fronte agli insulti ed alle banalizzazioni della Bandiera nazionale?

Mi piacerebbe che la risposta a queste domande fosse meno che sconfortante.

Facciamo dunque in modo che la distrazione generale si scuota di fronte alla disinvolta trasformazione dei simboli in feticci, manipolabili a proprio uso e consumo; di fronte all’erosione di quanto c’è di più sacro nelle radici culturali, religiose e politiche nazionali ed europee. Lo scenario nazionale attuale appare in proposito quanto mai inquietante e richiama l’approccio alla politica della cultura tipico, appunto, di tutti i totalitarismi del ‘900.

Due precisazioni sull’intitolazione della biblioteca civica a Roberto Camerani.

Non si tratta di un nome-bandiera voluto da qualche assessore come espressione di una parte contro l’altra. Rispecchia e testimonia l’esperienza ed i valori di larga parte della cittadinanza cassinese, indipendentemente da eventuali formazioni politiche di appartenenza.

Il più sacrilego tradimento della testimonianza di Camerani sarebbe usare il suo nome per demonizzazioni e anatemi reciproci. Si tratta di un nome che impone RISPETTO: rispetto per la sua persona che ha saputo, con una testimonianza semplice quanto generosa, coniugare sempre giustizia e carità, rispetto per la verità storica che riconosce la Memoria del genocidio della Shoah non equiparabile a nessun’altra situazione di violenza e orrore, sia per il divario numerico delle vittime, che per le cause che hanno scatenato lo sterminio.

Anche se nessuno infatti ormai mette in dubbio che le vittime di Mauthausen e Auschwitz debbano essere individualmente ricordate quanto quelle dei gulag staliniani, delle foibe titoiste, di altri lager in Croazia, di quanti crimini in passato i regimi, non solo tirannici, hanno cinicamente perpetrato e più recentemente il terrorismo nazionale ed internazionale, la pianificazione di un progetto di sterminio di un popolo intero (v. discorso di Hitler all’Obersalzberg davanti al comando supremo della Wehrmacht del 22 agosto 1939) ha fatto sì che la Memoria del genocidio della Shoah sia diventato il simbolo/icona del male assoluto e che la pedagogia della Memoria dell’Olocausto, in tutti i paesi democratici del pianeta, sia venuta a coincidere in larga misura con l’educazione alla Cittadinanza.

Anche a Cassina de’ Pecchi, da anni, è parte integrante del Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto Comprensivo con un progetto sostenuto da partecipazione a convegni, formazione e ampi riconoscimenti.

Per il prossimo 27 gennaio ridiamo voce a Roberto Camerani e a quanti, ragazzi e adulti, a Cassina possono testimoniare i valori della Memoria dell’Olocausto: portiamo tutti la Memoria fuori dagli scaffali, perché nessuno sottovaluti, fraintenda o banalizzi l’istituzione dello Scaffale della Memoria.

Franca Marchesi, 9 Gennaio 2010


Manda un commento all'articolo*

* I commenti non saranno pubblicati sul sito.

Nome

Email

Commento


Condividi con i tuoi amici su Facebook
<-- Torna alla Pagina
Franca Marchesi
9 Gennaio 2010